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Corso caffè espresso con Tony Balsamo

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Nuovo appuntamento con le Academy Ristopiù Lombardia!

Ti aspettiamo lunedì 6 giugno dalle 9.15 alle 15.00 al corso del caffè espresso con Tony Balsamo chiama il numero verde 800.078.844

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Corso caffè base Ristopiù Lombardia

corso caffè

 

Ristopiù Lombardia in collaborazione con l’Accademia ProCaffè presenta il corso base Caffè Espresso.

Lunedì 9 maggio 2016

dalle 9.15 alle 15.00

Corso tenuto da Antonio Balsamo

Vieni al’Academy via Monte Tre Croci 5 Varedo!

 

 

Di primo mattino al bar, cosa sapere

caffè al bar

Saper gestire i clienti del proprio bar non è sempre semplice, perché ne esistono di davvero complicati soprattutto se si pensa a quelli che entrano nel locale di primo mattino.

Per conquistare un cliente mattiniero è importante presentargli prodotti con nomi corti e chiari di modo che le ordinazioni avvengano rapidamente. Quasi sicuramente avrete di fronte qualcuno che chiede un caffè e una brioche al volo per poter correre al lavoro, quindi lasciate da parte caffè complicati (a meno che non vi vengano chiesti esplicitamente) e andate sul classico con espresso, corto, lungo, doppio, macchiato e cappuccino.

Lasciate da parte anche la Latte Art perché richiederebbe troppo tempo e come abbiamo detto il nostro cliente mattiniero è di fretta!

Corso di caffetteria con Ristopiù Lombardia

 

Vi aspettiamo al corso di caffetteria Lunedì 4 Aprile presso la nostra sede Via Monte tre Croci a Varedo! corso di caffè

Cosa vuol dire se il caffè sa di acido?

macchina caffè

Se assaggiandolo, vi rendete conto che il vostro caffè vi lascia una gusto acido in bocca, è il caso di porsi una domanda: ho pulito bene la macchina?

Il sapore sgradevole è dato dai cosiddetti grassi del caffè, che una volta bruciati si decompongono e ossidano all’interno della macchina, depositando un composto che via via diventa rancido.

Continuare a servire caffè senza aver pulito adeguatamente tutta la strumentazione vuol dire proporre ai clienti un caffè amaro e dall’odore sgradevole.

Anche il calcare fa la sua parte, impedendo il corretto passaggio del vapore e del calore indispensabili per l’estrazione del caffè. I depositi d’acqua nei condotti in silicone possono favorire lo sviluppo di micro muffe e batteri, che a loro volta alterano le caratteristiche organolettiche del prodotto che andiamo ad utilizzare.

Il primo segnale che la macchina ci dà è l’assenza di schiumo dopo l’erogazione del caffè, e a poco importa la qualità del prodotto se non prestiamo dovuta attenzione alla manutenzione dei macchinari!

Alda Merini e il suo caffè

caffè Alda Merini

Oggi ricorre la data della nascita di Alda Merini, indimenticabile scrittrice, poetessa e maestra di vita. A lei dedichiamo questo suo ricordo:

“C’è un caffè, giù sulla Ripa, gestito da due sorelle dove io mi ritrovo tutti i giorni insieme ad altre compagne di sventura. Sì, perché la vita è una enorme assurda sventura. I nostri discorsi li conosciamo a memoria come conosciamo a memoria la vita l’una dell’altra. Abbiamo tutte un punto debole, un punto doloroso di cui parliamo sempre e questo caffè somiglia o un confessionale o a un luogo di psicoterapia piuttosto che a una birreria.
Una volta un tizio mi disse che non davo buono spettacolo facendomi vedere lì dentro mentre le altre massaie rassettavano la casa, ma io mi ero messa a ridere; e dove la trovavo io la forza di andare avanti, se nessuno mi parlava mai? Sì, d’accordo, erano discorsi scuciti di gente molto vicina all’arteriosclerosi, ma in fondo erano discorsi umani accorti, anzi con un certo piglio signorile perché le persone che frequentavano questo bar avevano tutte licenza di credere che sarebbero state persone altolocate se il caso fosse stato benigno.
Beh, ecco, il baretto consta di un largo pancone e poche sedie per le persone più anziane, ma ci si trova bene e si addice meravigliosamente al Naviglio che sta di fronte. Fuori la scritta “La Madonina” precisa che ci troviamo proprio a Milano, nel cuore della vecchia città, che non ci possiamo sbagliare e che lì dentro è tutto milanese; le sorelle poi che gestiscono il locale – il quale non ha subito modifiche da oltre un centinaio di anni – sono abilissime e curiose, quel tanto di curiosità che basta a farti dire con piacere le tue cose private come se ti scaricassi di un lungo inveterato peso.

“La Madonina”: ecco il mio punto fermo nella vita e alle volte vorrei scrollarmelo di dosso come un piacere che non merito, a volte mi dico che ho cose più urgenti da fare, che non è giusto che una madre di famiglia si sieda a prendere un buon caffè; ma poi mi consolo pensando che sì, in fondo, non vado mai dal parrucchiere, che non ho altri sfoghi e così mi adagio serenamente nella poltrona del piccolo caffè e lì comincio a dipanare ricordi senza fine e senza nome sulla scie dei discorsi degli altri, fumandomi qualche sigaretta, regalata anche quella dall’alice che è la più giovane delle sorelle.
Così, ecco un punto fermo. Credo che tutti nella vita ne abbiano bisogno uno; chi se lo fa al bar, chi in altri posti, chi persino in chiesa. E poi – lo crederesti, lettore? – in questo bar qualche volta si prega: sì, perché, vedete, siamo tutte persone spaurite che andiamo a rifugiarci lì dentro a chiedere una grazia – solo che questa grazia invece di chiederla a Dio la chiediamo a una buona tazza di caffè.”

(tratto da Alda Merini, Il ladro Giuseppe, Milano, Scheiwiller, 1999)

Il prezioso chicco nero del Kenya

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Comunemente siamo abituati a pensare che il caffè arrivi solo dal Sud America, in realtà esistono molte rigogliose piantagioni anche in Africa.

È il caso dello stato del Kenya, che tra savana e foresta, tra monti e altopiani, custodisce un patrimonio inestimabile. In particolare a nord si trova uno dei rarissimi luoghi dove cresce in maniera spontanea il prezioso chicco nero, qualità arabica:  il monte Marsabit, un vulcano sulle cui pendici di basalto si estendo le piantagioni di caffè.

L’importante patrimonio, fonte di sostentamento per la popolazione, rischia di essere messo a repentaglio a causa di raccolte non sostenibili e dagli sconfinamenti illegali.

Il caffè di cicoria

caffè cicoria

Il caffè di cicoria ha una storia che risale fino al 1600, ma è durante la seconda guerra mondiale che si assiste alla sua diffusione.

Sotto il dominio nazifascista le disponibilità economiche per la popolazione erano assai scarse, di conseguenza per il caffè, non ritenuto un bene di prima necessità come poteva essere il pane, non c’erano abbastanza soldi.

A quel punto, dato che di necessità si può fare un’arte, si ricorse alle radici di cicoria essiccate, che tutto sommato offrivano una bevanda che molto si avvicinava al caffè tradizionale. La somiglianza è dovuta al fatto che la cicoria contiene una quantità discreta di caffeina.

Il ginseng vale oro

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Il ginseng è utilizzato da secoli come tonico e stimolante per l’organismo e fa parte della medicina tradizionale soprattutto in Cina, Corea, Giappone e Russia. Fin dai tempi antichi viene considerato un rimedio prezioso tanto che il suo prezzo veniva stimato al pari di quello dell’oro.

Chi consuma più caffè?

aforisma caffèForse non tutti sanno o si immaginano che il paese dove si beve più caffè è  la Finlandia, con ben 12 kg a persona in un solo anno. Di contro, il paese in cui se ne beve meno è Portorico, con 400 grammi a persona. I dati sembrano andare controtendenza rispetto all’immaginario collettivo, dove si pensa che nei Paesi del Nord del mondo non ci siano grandi estimatori di caffè.

Noi dove ci collochiamo? Tra questi due estremi, l’Italia si colloca al dodicesimo posto, con una media di 5,9 kg di caffè pro-capite annui: un risultato di tutto rispetto.

Lo studio che ha portato alla luce questi risultati fa anche una stima sul consumo di caffè a livello mondiale, ne risulta che il consumo medio mondiale si aggiri intorno agli 1,3 kg all’anno per persona.