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Di primo mattino al bar, cosa sapere

caffè al bar

Saper gestire i clienti del proprio bar non è sempre semplice, perché ne esistono di davvero complicati soprattutto se si pensa a quelli che entrano nel locale di primo mattino.

Per conquistare un cliente mattiniero è importante presentargli prodotti con nomi corti e chiari di modo che le ordinazioni avvengano rapidamente. Quasi sicuramente avrete di fronte qualcuno che chiede un caffè e una brioche al volo per poter correre al lavoro, quindi lasciate da parte caffè complicati (a meno che non vi vengano chiesti esplicitamente) e andate sul classico con espresso, corto, lungo, doppio, macchiato e cappuccino.

Lasciate da parte anche la Latte Art perché richiederebbe troppo tempo e come abbiamo detto il nostro cliente mattiniero è di fretta!

Il caffè: un’esperienza sensoriale

chicco di caffè

Può il caffè diventare un’esperienza sensoriale? La risposta è si, grazie alla sempre maggiore attenzione che esperti del settore e non, mettono sulla preparazione di questa straordinaria bevanda.

La tendenza oggigiorno è quella di studiare con attenzione il chicco di caffè, dalla nascita fino all’estrazione e oltre. le nuove generazioni sono ben posizionate e alla ricerca di una sempre maggiore qualità.

Gli imprenditori baristi che si affacciano al mondo del caffè scelgono in prima persona la materia prima e si adoperano per la tostatura al fine di avere una clientela ristretta ma ben fidelizzata che apprezza sopra ad ogni cosa quella qualità di miscela.

La tendenza della ricerca della qualità all’origine si sta ben radicando nei Paesi del Nord Europa, dell’Europa dell’Est, del Sud Est e di tutta l’Asia.

Aforisma Burt Lancaster

caffè ginseng bar

“Io giudico un ristorante dal suo pane e dal suo caffè”

Burt Lancaster

Corso di caffetteria con Ristopiù Lombardia

 

Vi aspettiamo al corso di caffetteria Lunedì 4 Aprile presso la nostra sede Via Monte tre Croci a Varedo! corso di caffè

Alda Merini e il suo caffè

caffè Alda Merini

Oggi ricorre la data della nascita di Alda Merini, indimenticabile scrittrice, poetessa e maestra di vita. A lei dedichiamo questo suo ricordo:

“C’è un caffè, giù sulla Ripa, gestito da due sorelle dove io mi ritrovo tutti i giorni insieme ad altre compagne di sventura. Sì, perché la vita è una enorme assurda sventura. I nostri discorsi li conosciamo a memoria come conosciamo a memoria la vita l’una dell’altra. Abbiamo tutte un punto debole, un punto doloroso di cui parliamo sempre e questo caffè somiglia o un confessionale o a un luogo di psicoterapia piuttosto che a una birreria.
Una volta un tizio mi disse che non davo buono spettacolo facendomi vedere lì dentro mentre le altre massaie rassettavano la casa, ma io mi ero messa a ridere; e dove la trovavo io la forza di andare avanti, se nessuno mi parlava mai? Sì, d’accordo, erano discorsi scuciti di gente molto vicina all’arteriosclerosi, ma in fondo erano discorsi umani accorti, anzi con un certo piglio signorile perché le persone che frequentavano questo bar avevano tutte licenza di credere che sarebbero state persone altolocate se il caso fosse stato benigno.
Beh, ecco, il baretto consta di un largo pancone e poche sedie per le persone più anziane, ma ci si trova bene e si addice meravigliosamente al Naviglio che sta di fronte. Fuori la scritta “La Madonina” precisa che ci troviamo proprio a Milano, nel cuore della vecchia città, che non ci possiamo sbagliare e che lì dentro è tutto milanese; le sorelle poi che gestiscono il locale – il quale non ha subito modifiche da oltre un centinaio di anni – sono abilissime e curiose, quel tanto di curiosità che basta a farti dire con piacere le tue cose private come se ti scaricassi di un lungo inveterato peso.

“La Madonina”: ecco il mio punto fermo nella vita e alle volte vorrei scrollarmelo di dosso come un piacere che non merito, a volte mi dico che ho cose più urgenti da fare, che non è giusto che una madre di famiglia si sieda a prendere un buon caffè; ma poi mi consolo pensando che sì, in fondo, non vado mai dal parrucchiere, che non ho altri sfoghi e così mi adagio serenamente nella poltrona del piccolo caffè e lì comincio a dipanare ricordi senza fine e senza nome sulla scie dei discorsi degli altri, fumandomi qualche sigaretta, regalata anche quella dall’alice che è la più giovane delle sorelle.
Così, ecco un punto fermo. Credo che tutti nella vita ne abbiano bisogno uno; chi se lo fa al bar, chi in altri posti, chi persino in chiesa. E poi – lo crederesti, lettore? – in questo bar qualche volta si prega: sì, perché, vedete, siamo tutte persone spaurite che andiamo a rifugiarci lì dentro a chiedere una grazia – solo che questa grazia invece di chiederla a Dio la chiediamo a una buona tazza di caffè.”

(tratto da Alda Merini, Il ladro Giuseppe, Milano, Scheiwiller, 1999)

Il ginseng vale oro

ginseng

Il ginseng è utilizzato da secoli come tonico e stimolante per l’organismo e fa parte della medicina tradizionale soprattutto in Cina, Corea, Giappone e Russia. Fin dai tempi antichi viene considerato un rimedio prezioso tanto che il suo prezzo veniva stimato al pari di quello dell’oro.

Sostituire il caffè con caffè ginseng

espresso_caffè_ginsengIl caffè ci accompagna per gran parte della nostra giornata; lo beviamo al lavoro, lo beviamo a casa, lo beviamo anche quando siamo in viaggio. C’è chi però ne fa un abuso, consumando molte più delle tre tazzine massime consigliate al giorno e arrivando a berne una ogni due ore, magari accompagnate da una sigaretta. Un’abitudine molto dannosa per la salute, che rischia di portare insonnia, ipertensione, problemi digestivi e una serie infinita di disturbi. A questo proposito il caffè ginseng risulta molto utile perché, grazie alle proprietà della radice, l’effetto benefico e stimolante di una tazzina di caffè è prolungato, limitando la necessità di introdurre altra caffeina nell’organismo.

Il caffè ginseng ha anche un aroma piacevole che si unisce a quello già ampiamente apprezzato del caffè normale e dà anche benefici perché la famosa radice ginseng stimola la digestione, aiuta la circolazione sanguigna, rafforza le difese immunitarie e migliora le capacità di concentrazione.

Ginseng siberiano o eleuterococco

ginseng energiaTra le tante tipologie di ginseng nel mondo ne esiste anche una specie proveniente dalla Russia: il ginseng siberiano.

Questa pianta ha molte proprietà benefiche, in particolare è ottima per combattere gli stati influenzali e le malattie infettive, aiuta l’organismo a ritrovare il giusto equilibrio. Inoltre è un ottimo alleato contro l’invecchiamento precoce e contro lo stress. Come a tutte le specie di ginseng gli sono riconosciute anche proprietà afrodisiache.

La radice del ginseng siberiano è legnosa e molto diversa dal quella carnosa del più conosciuto Panax Ginseng. L’eleuterococco (altro nome della pianta) ha anche caratteristiche chimiche, ben 35 costituenti diversi, che lo rendono unico nel suo genere.

Biscotti al ginseng di Natale

biscotti di Natale ginsengOggi prepariamo dei simpatici biscotti al ginseng per Natale. Procuratevi:

  • 200 gr di zucchero,
  • 250 gr di farina,
  • 200 ml di latte,
  • 2 cucchiai di cacao amaro,
  • 50 gr di burro,
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere,
  • 3 cucchiai di ginseng  solubile,
  • 100 gr di nocciole in granella,
  • 1/2 bustina di lievito,
  • 1 bustina di vanillina,
  • 1 pizzico di sale.

Per la decorazione:

  • 125 gr di cioccolato fondente,
  • 125 gr. di cioccolato bianco fuso,
  • canditi qb.

Preparare una fontana con la farina e aggiungere il burro fuso, il sale, la vanillina, lo zucchero, il lievito, la cannella e le nocciole. Amalgamate il tutto versando lentamente il latte tiepido, nel quale avrete sciolto il ginseng solubile (potete utilizzare anche del caffè ginseng già liquido).

Con l’impasto formare un palla che metterete in frigorifero per 15 minuti circa, il tempo di farla riposare. Nel frattempo stendete della carta da forno sulla teglia del forno.

Quando la pasta sarà pronta realizzate dei biscotti con le forme che preferite (meglio se hanno attinenza con il Natale chiaramete), ponetele sulla carta e infornate per 10 minuti a 200°, mi raccomando preriscaldate il forno.

Quando i biscotti al ginseng saranno freddi, intingeteli nel cioccolato fuso, metà in quello fondente e metà in quello bianco. Come ultima cosa ricopriteli con i canditi colorati.

I vostri biscotti al ginseng di Natale sono pronti per essere serviti. Buon Natale!