Archivio tag: prodotti liofilizzati

Corso caffè espresso

caffè espresso

Ristopiù Lombardia in collaborazione con l’accademia procaffè

Mercoledì 27 Luglio dalle ore 09.15 alle 15.00

corso tenuto da Antonio Balsamo

Vieni all’Academy Ristopiù via Monte Tre Croci Varedo sede Ristopiù Lombardia

 

Corso caffè base Ristopiù Lombardia

corso caffè

 

Ristopiù Lombardia in collaborazione con l’Accademia ProCaffè presenta il corso base Caffè Espresso.

Lunedì 9 maggio 2016

dalle 9.15 alle 15.00

Corso tenuto da Antonio Balsamo

Vieni al’Academy via Monte Tre Croci 5 Varedo!

 

 

Il caffè: un’esperienza sensoriale

chicco di caffè

Può il caffè diventare un’esperienza sensoriale? La risposta è si, grazie alla sempre maggiore attenzione che esperti del settore e non, mettono sulla preparazione di questa straordinaria bevanda.

La tendenza oggigiorno è quella di studiare con attenzione il chicco di caffè, dalla nascita fino all’estrazione e oltre. le nuove generazioni sono ben posizionate e alla ricerca di una sempre maggiore qualità.

Gli imprenditori baristi che si affacciano al mondo del caffè scelgono in prima persona la materia prima e si adoperano per la tostatura al fine di avere una clientela ristretta ma ben fidelizzata che apprezza sopra ad ogni cosa quella qualità di miscela.

La tendenza della ricerca della qualità all’origine si sta ben radicando nei Paesi del Nord Europa, dell’Europa dell’Est, del Sud Est e di tutta l’Asia.

Aforisma Burt Lancaster

caffè ginseng bar

“Io giudico un ristorante dal suo pane e dal suo caffè”

Burt Lancaster

Corso di caffetteria con Ristopiù Lombardia

 

Vi aspettiamo al corso di caffetteria Lunedì 4 Aprile presso la nostra sede Via Monte tre Croci a Varedo! corso di caffè

Lo sapevate che: l’estrazione del caffè

estrazione caffè

Lo sapevate che il ‎caffè‬ può essere estratto in due modi differenti: per percolazione (con la pressione dell’acqua) come l’‪espresso‬ oppure con l’infusione (lasciandolo a mollo nell’acqua) come il caffè Turco.

Cosa vuol dire se il caffè sa di acido?

macchina caffè

Se assaggiandolo, vi rendete conto che il vostro caffè vi lascia una gusto acido in bocca, è il caso di porsi una domanda: ho pulito bene la macchina?

Il sapore sgradevole è dato dai cosiddetti grassi del caffè, che una volta bruciati si decompongono e ossidano all’interno della macchina, depositando un composto che via via diventa rancido.

Continuare a servire caffè senza aver pulito adeguatamente tutta la strumentazione vuol dire proporre ai clienti un caffè amaro e dall’odore sgradevole.

Anche il calcare fa la sua parte, impedendo il corretto passaggio del vapore e del calore indispensabili per l’estrazione del caffè. I depositi d’acqua nei condotti in silicone possono favorire lo sviluppo di micro muffe e batteri, che a loro volta alterano le caratteristiche organolettiche del prodotto che andiamo ad utilizzare.

Il primo segnale che la macchina ci dà è l’assenza di schiumo dopo l’erogazione del caffè, e a poco importa la qualità del prodotto se non prestiamo dovuta attenzione alla manutenzione dei macchinari!

Il prezioso chicco nero del Kenya

caffè ginseng bar

Comunemente siamo abituati a pensare che il caffè arrivi solo dal Sud America, in realtà esistono molte rigogliose piantagioni anche in Africa.

È il caso dello stato del Kenya, che tra savana e foresta, tra monti e altopiani, custodisce un patrimonio inestimabile. In particolare a nord si trova uno dei rarissimi luoghi dove cresce in maniera spontanea il prezioso chicco nero, qualità arabica:  il monte Marsabit, un vulcano sulle cui pendici di basalto si estendo le piantagioni di caffè.

L’importante patrimonio, fonte di sostentamento per la popolazione, rischia di essere messo a repentaglio a causa di raccolte non sostenibili e dagli sconfinamenti illegali.

Il caffè di cicoria

caffè cicoria

Il caffè di cicoria ha una storia che risale fino al 1600, ma è durante la seconda guerra mondiale che si assiste alla sua diffusione.

Sotto il dominio nazifascista le disponibilità economiche per la popolazione erano assai scarse, di conseguenza per il caffè, non ritenuto un bene di prima necessità come poteva essere il pane, non c’erano abbastanza soldi.

A quel punto, dato che di necessità si può fare un’arte, si ricorse alle radici di cicoria essiccate, che tutto sommato offrivano una bevanda che molto si avvicinava al caffè tradizionale. La somiglianza è dovuta al fatto che la cicoria contiene una quantità discreta di caffeina.

Ginseng e farmaci

fitoterapia ginseng

Degli effetti che il ginseng ha sull’organismo si sa ancora poco nonostante le innumerevoli ricerche condotte.

Si sa che stimola il metabolismo aiutando quindi a consumare i grassi; si sa che rinforza il sistema immunitario rendendo l’organismo più resistente all’attacco di agenti patogeni; si sa che tonifica sotto molteplici aspetti.

Secondo una recente ricerca il ginseng, assunto regolarmente e in quantità rilevanti, potrebbe interagire con altri farmaci, come nel caso del Warfarin un potente anticoagulante spesso assunto dagli anziani.

Lo studio è stato effettuato su un campione di giovani e sani adulti volontari, al quale è stato somministrato il Warfarin e il ginseng contemporaneamente per tre settimane consecutive. È emerso che la radice di ginseng ha diminuito i livelli del farmaco nel sangue con un conseguente depotenziamento della sua efficacia. La responsabilità è dei ginsenosidi, che aumentando l’attività dell’enzima epatico, porterebbe all’eliminazione della molecola del Warfarin.

Ciò non significa che bisogna demonizzare il ginseng e rinunciare a caffè o tisane, piuttosto bisognerebbe informare il proprio medico se si stanno seguendo delle fitoterapie nelle quali è impiegata anche la pianta del ginseng, per poter valutare se vi siano delle interazioni con altri farmaci. Come in tutte le cose, un consumo moderato non è dannoso.