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Corso Wellness con Ristopiù Lombardia

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Gli italiani tornano ad apprezzare i formaggi

prodotti senza glutine

Il comparto prodotti lattiero -caseari ha fatto registrare una ripresa in termini di fatturato per l’anno 2014 (15,12 miliardi di euro, ben l’11,5% sull’intero mercato agroalimentare). Secondo quanto riporta ISMEA – Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare – l’italiani sono tornati ad apprezzare questi prodotti, spendendo circa 315 euro all’anno, quasi 1 euro al giorno.

Ma quali sono i gusti degli Italiani? A farla da padrone è la tradizione. Il consumatore cerca sempre di più i formaggi tipici regionali come la burrata o la mozzarella di bufala IGP. La conferma arriva da Carlo Cilento, Amministratore Unico di Cilento Industria Casearia “Nella Mozzarella di Bufala Campana DOP, legata a un disciplinare ‘rigido’, prevale la tradizionalità. Stiamo comunque sviluppando innovazioni sia nell’utilizzo della materia prima sia sul prodotto finito”. Lo stesso sostiene Gabriella Cristofaro, Responsabile Export di Caseificio Palazzo “Nel settore dei freschissimi l’innovazione principale in questi anni è l’aggiunta dei preparati aromatici. Comunque i clienti ci chiedono soprattutto i prodotti della tradizione, come la burrata, e vogliono qualità certificata”.

A Questo proposito, anche se sembra un ossimoro, si può affermare che anche nella tradizione c’è posto per l’innovazione. “L’evoluzione del gusto va verso un abbinamento della tradizione con sapori più giovani – aggiunge però Umberto Milano, Responsabile Comunicazione e Marketing di Beppino Occelli –. Noi proponiamo innovativi formaggi al malto d’orzo e whisky, al fieno maggengo, alle foglie di castagno, al pepe nero e bacche rosa, o con frutta e grappa di moscato.

Di questo avviso anche Costanza Capitani, Responsabile Comunicazione e Marketing di Consorzio Virgilio  “Nei prodotti tradizionali l’evoluzione riguarda formati e servizio, ma talvolta questo coinvolge anche il gusto: ad esempio noi abbiamo lanciato un mascarpone al caffè che è già pronto da gustare o si può usare per preparare più velocemente il tiramisù”.

Oggi c’è molta più attenzione alle esigenze dei consumatori, siano esse dovute ad intolleranze alimentari (pensiamo ai celiaci) o a regimi dietetici differenti. Lelio Bottero, Responsabile Marketing di Fattorie Fiandino ritiene che “I consumatori richiedono prodotti con caratteristiche organolettiche medio-alte. Occorre creare formaggi innovativi per metodi di produzione e anche per gusto”.

Appare chiaro come dopo anni di demonizzazione dei prodotti caseari, perché ritenuti troppo grassi e non conformi ai gusti più “raffinati” dei nuovi consumatori o alle esigenze di salute come nel caso delle intolleranze al glutine, si è raggiunto il giusto equilibrio con prodotti sempre più specifici: “Dopo anni di demonizzazione, oggi assistiamo a una rivalutazione scientifica del burro – afferma Giuseppe De Paoli, Presidente di Burro De Paoli –. Significative le tendenze verso il burro solo di centrifuga, il biologico e i free-from, come il burro senza lattosio e a ridotto colesterolo”.

Una voce fuori dal coro è quella di Giovanni Guffanti Fiori, Amministratore di Luigi Guffanti 1876 che, osservando quanto siano cambiati i prodotti che si trovano nel banco frigo del supermercato dice “Si punta molto al marketing dimenticando l’essenza. Un buon formaggio si fa con del buon latte di animali ben alimentati. Ecco, questa secondo me è la vera innovazione”.

Fonte TuttoFood 2017 Il Gusto Bianco riconquista le tavole

Introduciamo il glutine nella dieta dei bambini

glutine e bambiniLe opinioni su quando introdurre il glutine nella dieta dei bambini sono abbastanza contrastanti. Nella maggior pare dei casi però i pediatri raccomandano di incominciare nello svezzamento, quindi intorno ai 5 mesi di vita e mai oltre i 7 – questo è quanto afferma l’European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition. Il glutine è nella maggior parte delle cose che mangiamo e introdurle nella dieta dei piccoli è semplice, inizialmente lo si può aggiungere al brodo vegetale delle pappe con farine apposta o con le pastine e via via si aumentano le dosi seguendo l’età del piccolo.